Ristorante Tanalahy – Battipaglia (Sa)

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Cucina: 4/5
Menu: 3/5
Carta Vini: 5/5
Locale: 5/5
Posizione: 5/5
Ospitalità: 5/5
Prezzo Medio: 20-25 euro (due portate più beverage&dessert)

Ok, salve. No, dico…sono stata invitata a scrivere un post culinario, io che di cucina me ne intendo come di aerobica, cioè nulla, o meglio, me ne intendo ma dal verso del consumatore, diciamo, del fruitore, dell’assaggiatore, di quello che – senza perderci in tanti giochi di parole, sbrana anche la bomboniera di capodimonte oltre ai confetti, di quelli che fanno la sfortuna dei ristoranti a menu fisso paghi un tot e ti magni pure a noi…ECCO, QUELLA SONO IO.

Oltre quindi, ad essere una figura mitologica metà donna e metà barattolo di nutella, voglio spezzare un’arancia a favore mio ( ho pure questa faccenda assurda delle battute che si impossessa di me facendomi spargere figuracce in tutti i luoghi e in tutti i laghi nell’universo che ci insegue ma noi siamo irraggiungibili, ma questo è un altro blog) :
pur essendo atavicamente posseduta da una fame senza precedenti, io amo mangiare bene, e bere… altrettanto, dunque quando riconosco un posto dove entrambe le faccende si riescono a sposare ( la faccenda dello sposare è anch’essa degna di nota, ma giuro che se ho tempo scrivo proprio tutto un post a puntate dedicato al tema) e per di più la location è elegante e familiare al tempo stesso, e allora mi scatta la voglia di ritornarci. E per il portafogli del mio fidanzato è la fine..:D

Al Tanalahy mi sono affezionata prim’ancora di entrarci , poichè il di cui sopra fidanzato è anche l’autore creativo del logo ( la suoneria l’ho composta io, scusatemi , è per quel fatto delle bagttute, è più forte di me, mi ci vuole Emmanuel Milingo mi ci vuole…) dunque quando sono andata a cena lì per la prima volta due sabati fa – ero più carica di aspettative del normale. Devo dire che la prima cosa che mi ha seriamente colpita è stato entrare in questo ristorante e sentirmi catapultata in un salotto di una casa molto elegante, un salotto “bene”.

Le pareti ricoperte di parati non parati, con i colori caldi dell’amaranto e del terra di siena, che si sposano perfettamente con l’arredo etno chic e con le testire rosse delle sedie , il tutto illuminato da fantastici portacandela e particolarissimi lumi , rende l’atmosfera molto elegante senza essere “ingessata” e demodè.

Dopo aver salutato Ilaria e Angelo, il fratello della proprietaria e se vogliamo, il saltimbanco Casanova del locale, abbiamo aspettato che si liberasse il nostro tavolo e nel frattempo ci è stato servito un aperitico di prosecco e fragolino. Azzeccatissimo!!

Una volta accomodati nella parte finale del Tanalahy, in una saletta tondeggiante con un drappo rosso al soffitto che ben si sposa con il trionfo di luci del lampadario ultra moderno, abbiamo dato una scorsa al menu e….ordinato un antipasto molto ricco e due primi.
Il tutto innaffiato da un ottimo vino rosso. Ma per questi particolari culinari, mi sembra doveroso cedere la “penna” al proprietario di questo blog…io sono un’ospite, e si sa…l’ospite dopo tre giorni….ok, la smetto! Buon appetito e buone idee a tutti ( è una vita che volevo scriverlo anche io!!!)

Ed io invece non aggiungerò null’altro. Vi consiglio di dare un’occhiata allo slideshow, sottolineando che l’antipasto era di estrema genuinità, e che oltre ai primi (solitamente il punto debole di molti ristoranti) mi ha stupito in un modo spregevole la crostata al limone. Come spesso capita, non non sono riuscito neanche a fare una foto.


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