Ristorante economico ad Ischia (Forio): Da Peppina di Renato
Non so voi, ma io non mi sento mai soddisfatto durante un viaggio, anche breve, se non ho scoperto un posto speciale in cui cenare. Il fine settimana scorso c’era un’occasione speciale da festeggiare. Meritava un luogo da ricordare, come tutto il resto.
Il Ristorante Da Peppina di Renato, a Forio di Ischia (Na) è da ricordare. Trovato sull’unica guida che non perdo mai il vizio di leggere prima di mettermi in viaggio, era l’unico presente a Forio. E questo mi ha fatto pensare che si sarebbe messa male, una volta arrivato davanti alla cassa. Ma chi se ne frega, quando ne vale la pena?
Un po’ per caso un po’ per fortuna, la cena lì è stata perfetta. Sotto un romantico pergolato, affiancato da una sala interna in stile agreste, con un enorme griglia a vista, il locale dà subito l’idea di essere un posto ricercato ma curato come una casa.
Partita con un antipasto hai confini del mistico, che ci ha intrattenuti con una batteria di sapori incalzanti e inconsueti. Polpettine speziate, involtino di melanzane e prosciutto cotto, fungo ripieno di ricotta (sublime), crespella con crema di melanzane, mozzarella (leggermente insipida), peperoni all’insalata con una spruzzatina di succo d’arancia, ci hanno lasciato sazi negli occhi e leggeri nello stomaco, pronti per affrontare il secondo di carne.
La carne è una piacevole sorpresa per chi visita Ischia. Un enorme vulcano di mare, l’Epomeo, sotto il quale si narra sia sepolto il gigante Tifeo, esiliato dall’Olimpo, che fu scagliato da Giove con addosso l’isola di Ischia in modo da rimaner bloccato per l’eternità. Pur essendo un’isola, il piatto per eccellenza non è di mare. Il coniglio all’ischitana profuma di vera cucina. Viene servito in un tegame di mentre la carne è ancora frizzante sul fondo. Accompagnato da una brocca di buon vino rosso, e una fetta di pane e fagioli regolata di aglio ad arte, fa dimenticare l’esigenza del pesce a tavola anche se si è al mare.
Scegliere il dolce non è stato allo stesso modo semplice. Mentre si vedevano passare invitanti, ma scontati, tiramisù al bicchiere per tutta la sala, ho attirato l’attenzione del cameriere con la speranza di sentire qualcosa di nuovo. Dopo una lista interminabile di dolci a pasta molle, il croccante alle mandorle con crema di nocciole me lo sentivo già spezzare tra i denti. In sostanza erano semplici mandorle tritate grossolanamente, caramellate e disposte con una base a biscotto, su cui è stata posata una porzione abbondante di una delicatissima crema alle nocciole, con altre mandorle sparse ovunque. Angelico.
Cenare in questo locale si è dimostrato essere poi neanche così dispendioso, se comparato ai prezzi del posto. Un antipasto per due, con una grigliata mista, un mezzo coniglio all’ischitana, due dolci, con un litro di vino, acqua e nocino (fatto in casa, ma è meglio evitarlo), sono costati 85€, e per i prezzi che ci sono in giro sull’isola è un ottimo affare, prendendo in considerazione la qualità del cibo, la ricercatezza e la bellezza del locale. L’unico problema è arrivarci, poiché è davvero fuori mano rispetto al centro, essendo in posizione collinare, e senza il taxi non è facile trovarlo soprattutto di sera. Dal centro al locale il tassista può costarvi tra i 35€ e 40€. Se siete automuniti bene, ma se siete anche muniti di un buon navigatore è meglio.
Chi volesse conoscere la ricetta del coniglio all’ischitana nel dettaglio, consiglio questo link direttamente sul blog di Luciano Pignataro.




