Ricetta veloce: Spaghetti con Olive di Gaeta e Tonno di Favignana
Cosa avreste fatto voi nel caso un amico vi avesse regalato un barattolo di tonno sott’olio fatto in casa, che a sua volta afferma di aver ricevuto da Gioacchino Cataldo? Per chi non lo sapesse, e io lo ignoravo fino a poche settimane fa, Gioacchino Cataldo è stato uno dei più importanti “rais” di Favignana. Rais è il termine con cui si definisce (mutuato dall’arabo = capo, direttore) chi comanda i pescatori all’interno della tonnara durante la mattanza. Le tonnare al giorno d’oggi sono state quasi tutte chiuse a favore degli allevamenti di tonno rosso, decretando la fine di una “civiltà del tonno” patrimonio etnoatropologico di grande importanza nel nostro paese. Il perché di questo avvenimento forse va ricercato in queste fantastiche, quanto toccanti immagini.
Se non vi è passata la voglia di cenare dopo questa breve clip, vi scrivo una ricetta molto semplice e veloce per utilizzare questo tonno. Scontato dire che su una fetta di pane all’aglio leggermente tostato regala attimi di puro godimento. Da assumere con moderazione.
Ingredienti per 4 persone
400 g di spaghetti alla chitarra (secchi)
150 g Tonno
80 g olive nere
100 g pan grattato
10 pomodorini ciliegia
Provolone del Monaco da grattugiare
Prezzemolo
Sale & Pepe QB
Olio extravergine d’oliva
Scalogno
Ho iniziato mettendo sul fuoco una pentola con abbondante acqua salata, portandola ad ebollizione. In una padella capiente (dovevano entrarci i 400 g di spaghetti) ho preparato un fondo d’olio in cui soffriggere lo scalogno. Appena appassito, ho gettato in padella le olive e qualche minuto dopo i pomodorini tagliati a metà. Li ho fatti solo leggermente scottare, ho aggiunto tutto il tonno spezzettato, e solo dopo ho condito con sale e pepe. Intanto ho calato la pasta. Tutta l’operazione non dura più di 6-7 minuti da quando lo scalogno inizia a soffriggere.
Appena pronta, ho inserito gli spaghetti in padella e li ho fatti saltare prima con un bicchiere di acqua di cottura, poi con il pan grattato in modo da risultare ben legati ma non appiccicosi. E’ un passaggio delicato. La fiamma sotto la padella deve essere vivace e bisogna spadellare spesso. Se vi rendete conto che la pasta si è asciugata troppo aggiungete dell’altra acqua di cottura (l’avete conservata, vero?).
Una volta raggiunta la consistenza ideale, ho impiattato spolverando prima con prezzemolo e poi con una grattata di provolone del monaco.
Servire immediatamente con un bicchiere di vino che smorzi la compostezza del piatto con un po’ di acidità. Consigliato un bianco semplice come un Donnafugata Polena.

