Il ristorante più antico del mondo. Il Sobrino de Botìn – Madrid
Il mio viaggiare si riduce sempre in una rincorsa disperata al “penultimo” prelibato boccone particolare e peculiare del luogo in cui capito.
Devo dire che il viaggio a Madrid il weekend del mio compleanno è stato straordinario in questo senso. Giuro che non avevo preso nessun tipo di informazione preliminare, se non la guida della Lonely Planet che non avevo ovviamente avuto il tempo di leggere.
Quando sull’aereo ho appreso che nella capitale spagnola si trovasse il ristorante più antico del mondo c’è mancato poco che chiamassi in volo. E allora eccolo qua, signori e signore il Sobrino de Botìn, il ristorante più antico del mondo.
Conosciuto per l’unico vero meraviglioso croccante poetico rustico “asado” Cochinillo de leche asado, il migliore al mondo. Cos’è? Come potete vedere nella foto in basso un maialino da latte cotto arrosto con patate novelle.

Come potete vedere dalla foto che ho postato la porzione singola è solo la testa e parte del petto e collo. Ma come si vede in questa foto invece su richiesta la porzione per 4 è un maialino intero!!!
Eppure questa non è stata l’unica cosa fantastica che ho visto. A partire dall’ingresso sono rimasto affascinato. La porta con le imposte in verde imbrunito, e le luci gialle danno al posto un’aura di rigogliosa magnificenza. Ci siamo fermati a scambiare due chiacchiere con il gentilissimo usciere che ci ha spiegato la storia del Sobrino de Botìn (traduzione: il nipote di Botìn). Questo ristorante fu aperto da un giovane ereditiero spagnolo, nipote e unico parente stretto del fortunato zio Botìn che a sua volta aveva sposato una ricca ereditiera. Il ristorante oggi appartiene alla stessa famiglia da 5 generazioni.
Entrando non ci hanno fatto passare dall’ingresso principale, ma dalla porta sul retro. Non vi nascondo che ho pensato – “ecco, il solito sfigato, nella sala più sfigata”. E invece. Eravamo nella sala più vecchia. Oggi l’edificio conta 2 piani sopra elevati e uno interrato per oltre 1000 coperti. Inoltre, uscendo da quella sala si doveva per forza passare per l’interno della cucina. Un’esperienza mistica.
Altra cosa che mi ha colpito, come si può vedere dalle foto, è il menù. Un foglio B2 dove su un lato possiamo ammirare delle caratteristiche stilizzazioni della piantina della zona, e uno skyline della Madrid del 500. Dall’altro lato invece, troviamo il menu vero e proprio, tutto rigorosamente in spagnolo.

I menù presenta tutte le specialità della cucina spagnola dal Queso puro de oveja churra (formaggio di capra), Croquetas de pollo y jamòn (crocchette di pollo e prosciutto), il gazpacho, e inoltre consiglio il Revuelto de la Casa de Morcilla y patatas. Ovviamente, non esisteva riconsegnare questa fantastica reliquia spagnola, quindi l’abbiamo “imborsata”. Cosa che abbiamo appreso essere una consuetudine dei commensali di turno.
Concludo, dicendo che abbiamo innaffiato il tutto con un litro di sangria. Quella brocca andava salvata.

