Fancy Food Show: nuovi trend e prodotti inediti del Food & Beverage

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Conoscete il Fancy Food Show? Se siete dei gastrofanatici è una cosa che do per scontato. Per gli altri, si parla del Red Carpet del cibo, una notte degli oscar in versione food&beverage, con il celebre statuario Oscar travestito da chef. Probabilmente il più grande ed importante evento americano sul cibo. Nell’ambito del quale vengono scelti e premiati i Sofi Awards, ovvero i prodotti gastronomici più innovativi dell’anno. Un articolo oggi apparso su Espresso online, curato da Eleonora Cozzella ha esposto molto bene gli interessanti e bizzarri food trends emersi dalla rassegna.

Si possono riassumere in 3 parole: organic, gluten free, e sperimentazione.

Gluten free a parte, per le altre due c’è poco da esser trendy. Se organico, sta per biologico, c’è da riconoscere che dopo anni passati a trangugiare derrate insapore e inodore, sfornate dalle fabbriche di cibo industriale, c’è sempre più gente che cerca di nutrirsi con roba genuina (o quanto meno che lo sembri il più possibile) tutti i giorni. La crisi economica in questo senso non aiuta, ma dopo aver letto “Il Dilemma dell’onnivoro” di Micheal Pollan, vi assicuro che ogni volta che farete un km in più per spostarvi fuori città pur di comprare un pollo ruspante (ma ruspante davvero!!!) direttamente da una fattoria, capirete che sono soldi e tempo ben spesi. Sia nel momento di godimento a tavola, che nel benessere fisico a livello generale.

Il Gluten free da quanto racconta la giornalista de L’Espresso, sembra sempre più essere diventato uno stile di vita adottato per moda, più che per vera esigenza (vedi intolleranza) fisica. Da Gwyneth Paltrow che consuma questi prodotti per dimagrire, “a Jenny McCarthy, convinta che il glutine abbia contribuito alla forma di autismo di suo figlio” (!?!?!?!?), a Elisabeth Hasselbeck secondo cui era il glutine la causa dei suoi passati dolori cronici, sale in maniera esponenziale il numero di persone convinte che per dimagrire, restare in forma, curare i disturbi dell’autismo, “migliorare in generale la propria condizione psico-fisica” sia necessaria adottare una dieta a senza glutine.

In realtà, va considerato che paragonando i valori nutrizionali di un pacco di pasta con glutine ad uno senza, si nota che la differenza non è sostanziale. Se ci soffermiamo solamente all’aspetto calorico, grazie a quest’ottimo studio fatto sulla composizione della pasta senza glutine, si nota che l’apporto di kcal per 100g di pasta secca è 347. Mentre se si prende un pacco di Rigatoni Barilla (ad esempio) le kcal sono 359 per 100g. Non sembra un grosso scarto, giusto?

Diverso invece, è il discorso se affrontato lato produzione di idrogeno nello stomaco in seguito alla fermentazione. In sostanza, ogni volta che digeriamo produciamo attraverso gli acidi presenti nei succhi gastrici, un’alta percentuale di gas (che solitamente espelliamo “scuregiando”, per dirlo alla Ilary Blasi). Ma il processo di espulsione non è sempre così fluido, e spesso ci sentiamo lo stomaco appesantito, gonfio. Sempre citando lo stesso studio di cui sopra, il nostro stomaco produte 153 ppm di idrogeno in 13h con la pasta senza glutine, rispetto alle 192 delle paste normali. E questa invece, è uno scarto che fà la differenza.

Per quanto riguarda la sperimentazione, è l’arte della sperimentazione, della prova, dell’assaggio qualcosa di nuovo e se non sono morto, non l’ho rigettato, e mi è piaciuto lo rimangio!

C’è da dire che sentire i pop corn accostati al tartufo bianco, così come lo ha proposto il celebre Mathias Bahlgren, chef del Grand Hotel di Stoccolma, è una di quelle ricette da mania d’onnipotenza di cui va lodata l’intrepida genialità. Meno bizzarro mi appare lo stesso cereale scoppiettato condito con il Cheddar (forse il più famoso formaggio inglese, il cui colore varia dal giallo all’arancione; alla vista non particolarmente invitante, seppur golosissimo; c’è da dire che neanche su wikipedia, ci sono notizie del perché di quella colorazione), questo perché se capitate in uno dei ristoranti della catena Eddie Rocket’s troverete delle porzioni di patatine enormi con grattuggiato sopra questo prelibato formaggio e una salsina all’aglio, che vi precluderà qualsiasi possibilità di interazione sociali con i nativi, dandovi però una buona scusa per non parlare inglese per qualche ora. Stessa cosa per le patatine al cioccolato come servite nel ristorante messicano di Joe Raffa, lo Oyamel di Washington, accompagnate dalla mole poblano sauce. Dalle mie parti, il salernitano, è consuetudine soprattutto estiva mangiare “i mulignan ca ciucculat” – le melanzane con la cioccolata. La ricetta migliore che ho trovato in rete è sicuramente questa di Campaniachetipassa.

Qui trovate invece la lista completa dei Sofi Awards che merita una lettura.


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