Degustazione vino – Fattoria Villa a Cona (San Donato in Collina, Firenze)
Di vino è l’odore toscano. Non sono un esperto di turismo in Toscana, ma credo che l’enogastronomia sia da sempre uno dei richiami più forti a visitare questa terra.
Nel weekend in cui sono andato in giro per i Colli Fiorentini, sono incappato insieme alla mia compagna alla Fattoria Torre a Cona a San Donato in Collina, un borgo a circa 10 km a sud-est di Firenze. Avevamo prenotato un paio di giorni prima parlando con Livia, che ci aveva dato appuntamento alle 15.
Ovviamente, quando si parla di mangiare e bere divento più elettrico di Tony Manero e quindi alle 14 eravamo già lì.
La villa è situata in una posizione eccellente. Da una collina guarda le distese, dipinte in questo periodo con i colori caldi dell’autunno, di ulivi e vigneti di proprietà dei Rossi di Montelere. Devo sottolineare innanzitutto che la degustazione presso la fattoria di Torra a Cona sarà un parametro di riferimento molto impegnativo per valutare le scampagnate future.
Come dicevo ad accoglierci Livia, che ci ha gentilmente scortato in giro per la Villa parlandoci di come vengono ottenute le loro produzioni più pregiate.
Il Torre a Cona è un classico Chianti, ottenuto da una rilevante percentuale di uve Sangiovese e Canaiolo, e una piccola parte di Merlot. E’ un vino ben strutturato ed equilibrato, giovane con i suoi aromi fruttati. Un D.O.C.G. davvero notevole. Tuttavia, ho trovato personalmente più interessante il Terre di Cino IGT. Ottenuto da sole uve Sangiovese, di colore rosso rubino elegante, molto profumato, invecchiato dodici mesi in Barrique. Per finire, il Merlaia un Vinsanto ottenuto da un mix di uve di Trebbiano e Malvasia, essiccate sui tipici cannicci toscani, per poi essere fermentato almeno 4 anni nei caratelli. Particolarità dei caratelli (come vedete in foto) devono essere necessariamente tappati con il cemento, in quanto la fermentazione subisce diversi sbalzi di temperatura durante le stagioni e rischierebbero quindi di scoppiare.
Proprio mentre stavo ipotizzando un tuffo nelle botti di acciaio insieme al vino in fermentazione, Livia ci ha invitato a sederci a tavola. Ogni coppia di partecipanti aveva una proprio tavolino, già apparecchiato. La cosa che mi ha colpito, come potete vedere in foto, è questa tovaglietta con le etichette circolari dei vini che avremmo assaggiato. La degustazione comprendeva quindi oltre ai vini appena citati, un lauto buffet di cui sottolineo la meravigliosa e semplice focaccia con le cipolle, la ricotta con pinoli e miele, e il formaggio di pecora con marmellata.
Insomma, se vi capita un weekend libero da voler trascorrere in un modo tranquillo e rilassante vi consiglio di buttare dal finestrino il navigatore e perdervi tra le colline toscane (non è vero, io l’ho usato eccome, però faceva più scena la frase
), e se avete voglia di fermarvi a fare una degustazione prenotate almeno una giornata prima presso questa fattoria.








