Business idea: Braceria Raiano Antica (Av)

  • Sharebar

Capita a volte di sbagliare locale. Personalmente sono abbastanza attento quando scelgo un posto dove andare a cena il sabato sera.
Il sabato è indiscutibilmente la serata più importante della settimana e se mangi bene allora, garantito che quel posto è un posto che vale. Non parlo di qualità e freschezza delle materie prime. Chiaro che il sabato siano ragionevolmente tutte di giornata grazie alla facilità di smaltimento che il fine settimana auspica. Parlo di cura dei particolari quando c’è ressa fuori e dentro la sala. Quando da un tavolo di nove persone escono nove primi e nove secondi diversi e il decimo ti ha fatto la grazia di uscire di casa “già mangiato”.
Lo scorso sabato sera ho sbagliato scelta. Attenzione, non perché nel posto in cui ho trascinato i miei buoni amici @Chinaski_83 e Maria Carmela Vietri, insieme alla mia compagna, fosse un posto in cui si mangiasse male, tutt’altro.
Ma ero sceso di casa affamato, con l’idea di andare in un locale nell’avellinese di quelli in cui ti offrono una sana e volgare cucina popolare, con le porzioni da soldato mongolo, e che si fanno pagare in kune croate.
Con queste premesse, incappare in una ex stalla d’inizio ’900, risistemata con molto gusto in ristorante dai colori caldi dell’autunno, in cui si professa una buona cucina a prezzi poco ragionevoli è stato un fallimento. Mi spiego meglio.
Il locale in questione è la Braceria Raiano Antico, sita in Raiano di Avellino, scoperta grazie (a proposito.. grazie Carlo eh) al Mangiarozzo 2010 di Carlo Cambi. Il ristorante devo dire che come già ho accennato si presenta molto bene, peccato la sala non fosse piena di sabato sera. Questo è stato un primo monito che mi ha messo sull’attenti.
Appena seduti siamo stati accolti da quello che poi ho scoperto essere il gestore del locale. Il nome dovrebbe essere, poiché non si è presentato, Gianfranco Longobardi. Persona squisita e gran venditore. Ci ha subito introdotto al menu che stavano “proponendo” per la serata, e siccome mi ero già fatto l’acquolina in bocca leggendo la guida, mi sono fatto un po’ intoratare dallo sciorinare di nomi di piatti prelibati narrati dal Longobardi. Accettando quindi la proposta di un antipasto misto con tortino di formaggio e funghi, un crocché di formaggio caprino, cestino di pasta in crema di formaggio e verdure saltate, un assaggio a giro di due primi per 4 persone, e una porzione di bocconcini di maiale con speck e radicchio, più una tagliata di vitello con contorno di patate e funghi.
Come vedete dalle foto, questo è più o meno quello che abbiamo ordinato. Mancano i secondi. Tutto sommato un antipasto molto normale, quello misto era in porzioni singole, mentre di cestini ne abbiamo ricevuti solo uno a coppia…
Gli assaggi di primo erano assaggi per davvero! Parlando onestamente e senza esagerare un piatto normale diviso in 4. Troppo… poco. Altra pecca, il primo di tagliatelle al grano saraceno. Vi assicuro che erano con qualcos’altro, la salsa c’era si vedeva, ma non si sentiva! Pertanto, mi sarà stato anche detto con che cosa era fatta la pasta ma giuro che non me lo ricordo! In compenso, il raviolo di patate al tartufo nero di Bagnoli era perfetto. Mi è capitato rarissime volte di trovare nei piatti a base di qualsiasi tipo di tartufo, fette stesse di tartufo. Questo piatto meritava sicuramente la scampagnata da Salerno, peccato fossero solo due ravioli a persona. Ma vabbè.
I secondi, ricordo 1 a coppia, anch’essi molto buoni. Ma ormai ero deluso dai primi, e li ho affrontati un po’ scoraggiato.
Mi sono dimenticato il vino. Un aglianico di produzione locale imbotttigliato, di sapore intenso e perfetto per il tipo di cena. Meritevole di un 8 pieno. Così come l’amaro, un elisir di erbe non ben identificato (ho provato a chiedere l’ingrediente principale, ma il buon Gianfranco ha giustamente ed elegantemente sviato la domanda), servito in accompagnamento a due dolci. Un tortino di cioccolato dal cuore morbido molto classico, e una zeppola di San Giuseppe al forno.
Il tutto al conto che vedete in foto.

Ricapitolando: cucina, buona ma non tanto da giustificare il prezzo; accoglienza e servizio, molto buoni; bevande di ottima qualità; conto, troppo salato per quanto offerto.

Morale: esperienza da rifare scegliendo un diverso tipo di ordinazione. Chissà che cambiando l’ordine e la proporzione delle portate, il risultate non sia migliore.

Antipasto Misto

Cestino ripieno di formaggio

Prosciutto Crudo

Assaggino di tagliatelle di grano saraceno

Ravioli di patate al tartufo di Bagnoli

Il Conto…


Plugin from the creators of Brindes Personalizados :: More at Plulz Wordpress Plugins