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Vittorio Di GIacomo Chef a Domicilio Salerno

Benvenuti su Creativoquantobasta, foodblog aperto nel 2009 con la sola idea che il nostro corpo non è un tempio ma una giostra. Quindi godiamoci la corsa! Qui troverte ricette, videoricette, spunti creativi e tecniche di preparazione, cucina etnica, curiosità sul mondo del cibo e inviti dello chef. Visitate la sezione INVITI A CENA per scoprire come partecipare.

Contro la sottovalutazione della polpetta: Polpette in vellutata di finoccchio [Ricetta]

Written by Vittorio Di Giacomo on . Posted in News

polpetta modificata con vellutata di finocchio

Dopo aver preparato kg e kg di polpette in tutte le salse, al pomodoro, alla cipolla, alla salsa soubise, alla senape, alla mostarda di pere, alla danese, e di tutti i tipi, al pesce spada, alle verdure, al salmone panna e vodka, alle melanzane, alla ricotta, preparare delle semplici polpette al sugo per il pranzo mi sembra sempre un’occasione persa per testare una nuova idea partendo dalla carne e riutilizzando le rimanenze di frigo.

Questa che segue è una ricetta molto semplice, si adatta bene ad essere un secondo, ma rivedendo un po’ le dosi può essere considerato anche un ottimo antipasto. Di seguito infatti scrivo ingredienti per 4 persone, ma riducendo la dimensione delle polpette e servendo in una coppetta o un cucchiaio in plastica possono rientrare tra le portate di un buffet finger food.

Ingredienti

Per le polpette
500g macinato magro di vitello
2 pugli di foglie di Sedano tritate finemente
1 rosetta di qualche giorno ammorbidita in acqua tiepida
2 o 3 uova
150g pecorino
100g parmigiano stagionato 24 mesi

Per la vellutata di finocchio
4 finocchi
1 cipolla
Un ciuffo di prezzemolo
Peperoncino qb
Sale e pepe
Olio extravergine d-oliva

Per preparare la vellutata di finocchio basta mettere sul fuoco una pentola di acqua leggermente salata con dentro i finocchi sfogliati e puliti, la cipolla, e il prezzemolo. Il concetto per fare una buona vellutata – di qualsiasi tipo di verdura – è utilizzare il minor numero di ingredienti possibile. Portare a bollore e far cuocere per altri 7 minuti.

Intanto, ho preparato le polpette inserendo tutti gli ingredienti precedentemente elencati in un’unica scodella capiente e ho impastato con le mani, operazione indispensabile per riuscire a sentire la durezza dell’impasto. Regola n2: un impasto duro sarà duro anche dopo la cottura.

Una volta ottenuto l’impasto ho preparato le polpette. Questa versione non ha la classica forma rotonda ma è più schiacciata. Il motivo è semplice. Per riempire un piatto fondo fino alla sommità della polpetta avrei avuto bisogno di troppa vellutata. Allora ho preferito non esagerare con le dosi e “tenermi basso”.

La cottura delle polpette può essere ovviamente sia al forno che fritta. In questo caso io ho preferito passarle prima 10 minuti in forno a 200° e successivamente le ho scottate in padella con pochissimo burro per creare una crosticina leggera. Bastano 2 minuti per lato a fiamma vivace.

Pronte le polpette, ho velocemente spostato tutto il contenuto della pentola con le verdure – eccetto l’acqua di cottura  -nel mixer e ho frullato alla massima velocità per 30 secondi. Nel caso la vellutata risulti troppo compatta aggiungete acqua di cottura. La mia andava bene e ho quindi aggiustato solo con un po’ di sale.

Ho impiattato mettendo dapprima al centro la polpetta, facendo poi scivolare attorno il finocchio. Il resto è solo guarnizione di olio extravergine di oliva, pepe e rondelle di finocchio.

 

Ricetta impossibile: Risotto ai gamberetti glassati

Written by Vittorio Di Giacomo on . Posted in Primi, Ricette per Primi Piatti base di Pesce

risotto ai gamberetti

Sconsiglio veramente di provare questa ricetta. E’ in assoluto una delle più difficili che abbia mai fatto (….), pertanto se cercate qualcosa di veloce da preparare di ritorno dal lavoro, cambiate ricetta (magari passando al fagottino di semola con uova in camicia pubblicato un po’ di giorni fa:D).

Questo risotto al profumo di mare con gamberi glassati richiede 40 minuti di preparazione.

SHOPPING LIST

1 lt di brodo di pesce fatto in casa (se ottenuto da resti di crostacei tanto meglio)
300g di gamberetti freschi
1 cipolla rossa
1 carota
1 gambo di sedano
100g burro
3 bicchieri di Riso (consiglio a scelta Vialone Nano, Carnaroli, Baldo)
2 cucchiai di zucchero
1 foglia di alloro
Olio extravergine d’oliva
Sale e Pepe

Iniziamo pulendo i gamberetti, togliendo il carapace dorsale e la testa. Salviamo tutte le teste e mettiamole a cuocere in un pentolino con acqua a coprire, leggermente salata e una foglia di alloro. La cottura deve procedere a fiamma alta per 8-10 minuti.
Quindi, togliere le teste, filtrare il brodo, e rimetterle in pentola.

Fate continuare la cottura fino a quando il brodo non si sarà ridotto della metà (base per la glassa). Spegnere e mettere da parte.

Riempite una pentola con il brodo di pesce e fate giungere a bollore.

In una padella capiente, far soffriggere cipolla, carota e sedano (soffritto all’italiana). Appena avranno preso colore aggiungere il riso e farlo tostare mescolando continuamente.

Quando il riso sarà tutto colorato, iniziare ad aggiungere il brodo di pesce un po’ alla volta, mescolando continuamente. I tempi di cottura del riso sono quelli indicati sulla confezione.

A cottura ultimata, ovvero quando il riso sarà al dente e il brodo ben tirato spegnete il fuoco. Aggiungete il burro e mantecate. Chiudete con il coperchio e lasciate riposare 6 minuti.

Avete quindi, 6 minuti per preparare la glassa per i gamberetti. Ma tranquilli perché ne bastano 4.

Riportate sul fuoco la riduzione di brodo ottenuta dai gamberetti. Prima aggiustatela di sale e pepe, poi aggiungete 3 cucchiai di zucchero appena il brodo diventa molto caldo. Mescolate così per 1 minuto a fiamma alta, e poi lanciate all’interno i gamberetti sgusciati. Fate glassare per 2 minuti, più che sufficienti per cuocerli.

E’ il momento di impiattare. Il riso riposato avrà certamente preso una buona consistenza in modo da legare i chicchi. Una volta posizionato sul piatto, basterà sistemare i gamberetti appena sopra e buon appetito :D

IL VINO

Stavolta mi lancio a consigliare il vino. Siccome io non ce la faccio, il vino bianco a tavola neanche sul pesce lo preferisco, consiglio di optare per un Lambrusco D.O.C. Salamino di Santa Croce – rosato, una bollicina delicata e fruttata, dalla boccata dolce e il finale acido per pulire la bocca dal sale marino.

Come preparare un uovo in camicia nobile

Written by Vittorio Di Giacomo on . Posted in Ricette per Secondi Piatti di Terra

come fare l'uovo in camicia

Una ricetta veloce, utile per realizzare un piatto ricco, con ingredienti semplici, che si presta a diverse presentazioni.

Questo fagottino ripieno di uovo in camicia, va accompagnato da un’insalata leggera. Magari una verdura dalla foglia amara come il broccolo o la cicoria. Verdure solo sbollentate o velocemente saltate in padella con un filo d’olio, uno spicchio d’aglio, sale e peperoncino.

Shopping list

Per 4 persone

Impasto fagottino
65g farina di semola
100g acqua
Sale

Ripieno
4 uova a persona
Aceto
Sale
Erbe aromatiche trite

Iniziamo preparando l’uovo in camicia. Cuocerlo non è davvero un problema. Basta mettere sul fuoco una pentola di acqua a cui è stato aggiunto un cucchiaino di aceto e far spiccare il primo bollore. Appena a temperatura, create un vortice nell’acqua con un cucchiaio. Basta girare per qualche secondo al centro della pentola. Mentre l’acqua è ancora in movimento aprite un uovo e versarlo delicatamente giusto al centro del vortice. Questo movimento, unito al calore dell’acqua, farà si che l’albume crei subito una “camicia” attorno al tuorlo. In 2-3 minuti l’uovo sarà cotto.
Ora viene il difficile…. molto delicatamente tiratelo su e riversatelo in una ciotola di acqua fredda. Consiglio di tirarlo su con un colino prendendo così oltre all’uovo anche l’acqua di cottura in modo che galleggi. Non tiratelo su se tutto l’uovo non è all’interno del colino, eventuali parti bianche al di fuori potrebbero risultare troppo pesanti e far strappare la “camicia”.

Passiamo al fagottino. Dopo aver mischiato la farina con l’acqua e il sale, e fatto riposare l’impasto per 1h, mettete sul fuoco un pentola di acqua calda e poggiatevi sopra un padellino dello stesso diametro della pentola. Potete usare la stessa pentola con cui avete cotto l’uovo, l’importante è che tutta la superficie della padella sia ben calda. Togliete anche un po’ d’acqua dalla pentola stessa perché altrimenti salirà immediatamente dopo aver poggiato su il padellino.
Con un pennello spennellare più volte le pareti della padella. Il fagottino dovrà essere sottile, potrebbero volerci un paio di prove per riuscire a ottenerlo sottile come un foglio, non desistete.

Ogni disco andrà cotto solo da un lato ed è su questo che andremo ad appoggiare l’uovo leggermente salato in superficie, per poi ricoprirlo con la pasta restante. Il fagottino così preparato andrà ripassato in padella con una piccola noce di burro, fatta sciogliere insieme alle erbe tritate (origano, mentuccia, rosmarino, maggiorana, o quello che avete in dispensa). Cuocete il fagottino su entrambi i lati per 3 minuti, facendo attenzione nel girarlo a non rompere l’interno.

Nell’impiattare potete decidere se aprire il fagottino, facendo uscire il contenuto, o lasciarlo fare all’ospite. Soluzione che a mio parere è la migliore perché… diamine è un piacere :D

Recensione Ristorante Hosteria Picca Picca [Fisciano, Salerno]

Written by Vittorio Di Giacomo on . Posted in Guide Gastronomiche, Recensioni Ristoranti

La cucina calabrese è una delle più focose d’Italia. Ho potuto conoscerla in modo abbastanza approfondito avendo frequentato quelle zone per piacere, per circa una decina d’anni.
Lì a Diamante ho perso la verginità con il peperoncino, e tutti i prodotti derivati che è possibile gustare al Festival Del Peperoncino di Diamante (evento che quest’anno si è tenuto dal 5 al 9 Settembre). E’ grazie a questa cucina che ho imparato a mangiare e apprezzare il peperoncino, quello buono, quasi in ogni pietanza.

Il fatto è proprio questo, quando è buono il peperoncino non è solo fuoco e fiamme, ma è anche e soprattutto aroma e sapore.

Ma parliamo dell’osteria Picca Picca a Fisciano, dove sono passato a cenare un paio di settimane fa. Avevo ancora un coupon da spendere (comprato mesi fa e in scadenza) e volevo togliermi quest’ultimo pensiero causato dal sito di acquisti di gruppo.

Il Locale – Hosteria Picca Picca cucina tipica calabrese al centro di Fisciano

Un bel posto devo dire dove trascorrere un giovedì, venerdì sera tra amici, in un’atmosfera informale e molto socievole.

Voto 9 ll’accoglienza, gentile e attenta della proprietaria Luciana. Soprattutto andando a cena con un coupon mi è capitato di essere trattato come un ladro, e anche in posti in cui ho mangiato bene ho promesso di non mettere più piede (come il Fish a Vietri Sul Mare). Il locale è in zona universitaria, e mi ha dato tanto l’impressione che sia quello il target di riferimento, e per stile e prezzi risponde con caratteristiche molto pertinenti alle esigenze della domanda.

IL MENU

Voto 6 alla cena che prevedeva un antipasto con crostini di pane con paté di broccoli e parmigiano, pestato di pomodori secchi e la Bomba. Tutte ottime le salse, ma il pane…
Sicuramente non fresco, ma per questo tipo di portata non è un problema, ma sicuramente cotto male. Bastava servirlo ben caldo e non ci sarebbe stato nulla da dire.

antipasto hostaria picca picca con bomba e pomodori secchi

Un tagliere di salumi e formaggi accompagnati da miele, buono come tanti altri. Questa che vedete nella foto in basso è la porzione per due persone, che abbinata al primo antipasto già descritto è andata a comporre un comporre un antipasto leggero ma molto stuzzicante.

antipasto salame formaggi e miele

Passiamo al secondo, che prevedeva Stinco di Maiale con due arrosticini di Lonza, pancetta arrostita e patate fritte. Porzione davvero squisita. Lo stinco di maiale è stato cotto in modo magistrale è arrivato in tavola ancora caldissimo. Nota di merito anche alle patatine. A meno che non abbiano inventato un nuovo tipo di patatine tagliate a mano surgelate (tipo le McCain) di cui ignoro l’esistenza, la porzione di patatine fritte tagliate a mano che ci è stata servita era davvero squisita.

stinco di maiale hosteria picca picca

E poi è arrivato il gelato. Al cioccolato con peperoncino. Una vera crema.

gelato al cioccolato e peperoncino

COSTO DELLA CENA

E’ sempre difficile esprimere un giudizio del genere quando si va a cena con Groupon. Mettiamola così..
Quello che ho comprato è stato un coupon del valore di 24€ che prevedeva:

- calice di prosecco di benvenuto
- antipasto con crostini illimitati (alla nduja, al patè verde e alla crema di pomodori secchi), tagliere di salumi e formaggi tipici come capocollo, soppressata, pecorino crotonese e ricotta affumicata con miele di castagno
- 1 kg di carne a coppia a base di stinco di maiale cotto in forno, pancetta arrostita al rosmarino e salvia alla griglia e spiedini di lonza con salsa al pepe verde
- contorno a scelta tra patate alle erbe aromatiche o insalata creativa dello chef con mix di insalata e profumi mediterranei
- calice di vino calabrese di qualità Nerello
- un litro di acqua a coppia
- dolce della casa a scelta tra panna cotta artigianale al cedro, panna cotta artigianale al cioccolato, gelato cioccolato e peperoncino o frutta mista
- caffè
- liquore a scelta tra al cioccolato e peperoncino, alla crema di banana, alla pera o alla melannurca
- Coperto e servizio inclusi

Quello che ho pagato è quello che ho ricevuto. Il problema però è il valore del coupon, stimato a 77€.

Se avessi pagato questa cifra per quello che ho ricevuto con il coupon sicuramente mi sarei sentito derubato.

Avendo pagato invece 24€ in due persone, mi resta in testa l’idea di aver mangiato abbastanza bene, in un locale accogliente, servito in modo attento e cordiale, spendendo poco meno di quanto avrei speso normalmente. Probabilmente avrei pagato 7-8€ in più a persona. Pertanto, consiglio di andarci una sera in cui cercate un posto in cui mangiare qualcosa di buono, senza impegno, magari in mezzo alla settimana.

FONTI E APPROFONDIMENTI

Date un’occhiata anche alle recensioni su Tripadvisor su Hosteria Picca Picca. Sono abbastanza equilibrate, ma soprattutto sembrano vera :D

Recensione Ristorante Sant’Andrea – Vinci una cena [Salerno]

Written by Vittorio Di Giacomo on . Posted in Recensioni Ristoranti

spaghetti ai frutti di mare

linguine alle seppie

frittura mista di pesce

 

Parlare bene di un ristorante è difficile almeno quanto parlarne male. Si corre sempre il rischio di scadere nella marketta, ed è una situazione in cui se gestisci un personal blog è meglio non trovarsi mai.

Molti inoltre si fanno la malsana idea che se hai un blog di cucina puoi presentarti al tavolo di un ristorante decantando i numeri e la qualità del tuo blog per barattare un buon pranzo ad un prezzo stracciato. Non è il mio caso.

Il motivo sostanziale è che scrivo recensioni con la volontà di fornire un servizio per coloro che hanno preso l’abitudine di leggere queste mini-guide personali in rete per evitare di trovarsi spiacevoli sorprese nel piatto o alla cassa di un ristorante. Quindi, vivere un’esperienza corrotta rispetto alla normalità renderebbe inutile questo lavoro.

Terminato il sermone…. CORRETE A LARGO CAMPO!

IL MENU DEL RISTORANTE SANT’ANDREA

Settimana scorsa sono andato a sedermi per la prima volta in un ristorante che quando hai 16-17 anni e vivi a Salerno hai sentito nominare almeno 1 volta ogni sabato sera, guardato ad ogni passaggio in piazza Largo Campo, credendolo troppo caro per le tue tasche (forse a quell’età è vero); poi ti trovari 10 anni dopo ad avere un amore sconfinato per la buona cucina, sempre alla ricerca di un posto nuovo da testare, mentre stai snobbando questo alfiere della cucina tipica salernitana solo perché credi di conoscerlo da quando hai memoria.

Sono bastati nell’ordine: un entrée di frittelle e bruschette al pomodoro, Linguine con seppioline, Spaghetti ai Frutti di Mare, due fritture miste e una brocca di ottimo vino bianco per farci innamorare di questo posto (ero accompagnato dal fido compagno di merende Luca Cristiano, che ringrazio come al solito per la partecipazione).

Tanto gli spaghetti quanto le linguine erano cotti e tirati perfettamente. I sapori erano bilanciati tra sapidità e cremosità nei due piatti preparati con estrema semplicità. Semplicità che raddoppia il gusto di ogni cosa preparata con ingredienti di giornata. L’unico appunto nello Spaghetto ai Frutti di Mare è stata solo la scarsa varietà di frutti (solo vongole e cozze). Ma personalmente preferisco questo all’aggiunta dei vari scampi, gamberi e calamari congelati che ti propinano per freschi e poi sanno di Big Babol.

Il vino di Sant’andrea

Una nota piacevole è stato anche e sopratutto il vino. Bianco. Personalmente, non lo preferisco, neanche sul pesce. Non è un dogma che – sul pesce ci va il vino bianco – sul pesce ci va il vino giusto! E il vino della casa del ristorante Sant’Andrea è stata una bella scoperta. Un bianco da accompagnamento, senza pretese, dalla boccata dolce e una lievissima acidità. Il che per me vuol dire niente mal di testa, né bruciori di stomaco il giorno dopo.

Il conto della cena

Che ripeto comprendeva:

Entrée di frittelle e bruschette al pomodoro

1 spaghetto allo scoglio

1 linguina alle seppioline

2 fritture miste con calamari, alici e gamberi

1 Lt di vino della casa

1 bottiglia d’acqua

Euro 40€

Il Sito e le promozioni

Cercando un po’ di info per integrare questa guida ho fatto 2 scoperte SENSAZIONALI:

  1. il ristorante Sant’Andrea ha un sito O.O (e questo per un ristorante salernitano è già tanto)
  2. il ristorante Sant’Andrea ha un sito ed è anche ben fatto O.O (e questo per un ristorante salernitano è davvero tanto!) – lo trovate a questo link http://www.ristorantesantandrea.it/

Inoltre, è arricchito con ottimi contenuti. Si può vincere infatti una Cena Gratis al mese iscrivendosi al sito tramite l’apposito campo presente nella sidebar di sinistra. Non ho ben chiaro come avvenga la modalità di assegnazione ma mi sono registrato e se ci sono evoluzioni vi dirò.

Segue un ottimo approccio SEO per l’indicizzazione, con contenuti video molto curati. Segnalo in particolare la rubrica 21 ricette per San Matteo da cui è tratto il video in basso.

Tutto il menu del ristorante è disponibile online e con il sistema MyTable (che probabilmente qualcuno conoscerà poiché lo utilizza Groupon) è possibile prenotare online un tavolo.

Al ristorante ordina con Instagram Menu con #comodomenu

Written by Vittorio Di Giacomo on . Posted in Food Advertising

instagram menu restaurant new york comodo live

D’accordo che negli Usa non troviamo a tavola le stesse prelibatezze disponibili in Italia. D’accordo che non hanno la miglior cucina al mondo (se siamo degli sprovveduti e non conosciamo Thomas Keller e il suo French Laundry è sicuramente quello che penseremo). Ma in termini di sviluppo delle idee di business che sfruttano le innovazioni sono un popolo che non ha paragoni.

Comodo = #Comodomenu

E’ così che un ristorante, il Comodo di New York City, invece di stampare un proprio menu con le solite (squallide, raccapriccianti) foto di presentazione delle portate, ha riportato in calce al menu di carta un hashtag #comodomenu con cui le persone tramite Instagram possono vedere le foto scattate da chi si è seduto a quel tavolo prima di lui.

instagram menu restaurant new york comodo hashtag

Ovviamente, il menu può essere arricchito e co-creato (si porta assai questo concetto ultimamente) dai nuovi utenti, che lasceranno traccia del nome della pietanza e del gradimento tra i commenti. In pratica una soluzione economica, innovativa e dal forte dna virale facile da adottare/replicare in ogni locale.

via Francesco Turturiello

Pasticcio di patate con polpette di rana pescatrice

Written by Vittorio Di Giacomo on . Posted in Ricette per Secondi Piatti di a base di Pesce

pasticcio-di-patate-e-polpette-di-pesce

Non ci sono molte ricette che mi piace ripetere spesso (forse per questo non ho fatto il cuoco di linea). Ma questa del pasticcio di patate con polpette di rana pescatrice è diventata presto un cavallo di battaglia. La cosa notevole è che può essere riprodotta con ingredienti differenti mantenendo sempre un risultato molto piacevole, adatto un po’ a tutti i palati.

Una delle varianti che preferisco è con le polpette di carne (pollo, vitello, manzo…), o di pesce azzurro misto, o di gamberi. Insomma basta darsi da fare. Vediamo come…

SHOPPING LIST

850g patate medie
250g rana pescatrice
200g latte
120g scamorza
80g salmone affumicato (in alternativa, sardine sotto sale dissalate)
80g vino bianco secco
60g pancarré
30g burro
1 uovo
1 carota piccola
1/2 cipolla
100g grana grattugiato
mandorle a lamelle
salvia, prezzemolo, brodo vegetale, olio extravergine d’olia, sale e pepe QB

Iniziamo lessando le patate in una pentola capiente, senza spellarle.

Copriamo di latte il pancarrè (croste comprese, per me non vanno scartate mai). Tritate finemente il prezzemolo, il salmone, il pane strizzato dal latte e la rana pescatrice.

Con olio sulle mani formate delle polpette. Se non riuscite a lavorarlo con le mani, provate con due cucchiaini come fareste per le quenelle.

Ora, è importante utilizzare una casseruola che possa andare sia sul fuoco che in forno. Sciogliete al suo interno una noce di burro, aggiungete cipolla e carota tritate, una foglia o più di salvia, rosolate. Dopo 2 minuti bagnate con vino e fate sfumare a fiamma alta. Aggiungere quindi le polpette e fate rosolare a fiamma alta.

Dopo 6 minuti, aggiungere il brodo, e continuate la cottura per 5 minuti.

Togliete le polpette e fate restringere il sugo rimasto.

Schiacciate le patate dopo averle sbucciate, aggiungete un pugno abbondante di prezzemolo tritato, un cucchiaio di olio, sale e pepe, amalgamate bene tutto con l’uovo.

Sistemate le patate sulla base della casseruola fino a sopra i bordi. Coprite prima con uno strato di scamorza, poi con le polpette, poi ancora con la scamorza, infine stendete una cappa di patate.

Spargete sopra le lamelle di mandorle, il grana e un filo d’olio.

Mettete tutto in forno con 220°  per 15 minuti e 5 in grill.

E’ un piatto conviviale, va servito caldo da forno e portato in tavola nella casseruola di cottura. Lasciate che ogni ospite prenda la porzione da solo, ma state attenti agli ingordi ;)

Stoyn: icon ice cream advertising [Marilyn Monroe, Che Guevara & Mickey Mouse]

Written by Vittorio Di Giacomo on . Posted in Food Advertising

food advertising stoyn ice cream

Stoyn è un’agenzia di comunicazione russa resa celebre da una linea di gelati basati sulle grandi icone dello spettacolo, società, film e videogame della storia novecentesca. Da Marilyn Monroe a Darth Vader, a Vladimr Mayakovsky a Donald Duck, il progetto è un esperimento di abbinamento tra sapori e personalità in un contesto ludico. I gelati tridimensionali sono creati in stampi customizzati con grande attenzione alla somiglianza, usando prodotti naturali e ingredienti jenuini nella ricetta del gelato.

Consiglio di farsi un giro sul sito dell’agenzia, perché per gli amanti del cinema horror sono in arrivo i gusti Hellraiser, Freddy e Jason.

Credo che si possa parlare di esperimento creativo sensoriale che mette la pubblicità sulla bocca di tutti.

via @beautifulife

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Lime Cheese Cake con Sciroppo al Peperoncino [ricetta]

Written by Vittorio Di Giacomo on . Posted in Dolcezze

cheese cake al lime con sciroppo di peperoncino

Ricetta veloce e pratica per un dolce da tenere tranquillamente per 1 mese in frigo in attesa di improvvisate casuali di amici/ospiti cannibali.

Se anche casa vostra è un porto di mare, dove passano amici a qualsiasi ora del giorno e della notte (-.-’) questo dolce vi permetterà di avere sempre qualcosa di pronto con cui farli entrare, sederli, sfamarli e mandarli di nuovo a casa alla velocità della luce.

GOD SAVE THE CHEESE CAKE

Personalmente, stravedo per il cheese cake in ogni sua forma e variante. Dalla ricetta classica alla philadelphia, alle contaminazioni con frutta, cioccolato e nocciole, lo trovo una delle migliori (nonché rare) invenzioni culinarie non nate su territorio italiano.

Questa variante al peperoncino e lime, spero non vi spaventi a tal punto da non provare neanche a realizzarla. Lo sciroppo al peperoncino, ben bilanciato tra dolce e piccante, sarà una scoperta da poter utilizzare anche in altre preparazioni.

SHOPPING LIST

Per il salame di cioccolato
250g Biscotti secchi
50g Cereali
50g Uva sultanina
120g Burro
30g Cioccolato fondente
100g Cioccolato al latte
Rum 2 cucchiai
Uova 2
100g Zucchero

Per il ripieno
250g ricotta
100g mascarpone
100g panna non zuccherata
150g zucchero a velo
1 bacca intera di vaniglia (in alternativa 1 fiala)
Succo di 1/2 lime

Per lo sciroppo al peperoncino
1 peperoncino fresco piccante
100g zucchero a velo
200ml di acqua
1/2 lime

sciroppo al peperoncino syrup chili

Preparazione

Salame di cioccolato
Partiamo da questo perché ha bisogno di un passaggio in freezer.
A bagnomaria far fondere il cioccolato spezzettato. Tritare a mano i biscotti (Oro Saiwa, o simili, sono una garanzia) quindi NON FINEMENTE. C’è bisogno infatti che qualche bel pezzo resti intero.

Far rinvenire l’uva in una brocca di acqua calda per 10 minuti. Poi scolarla.

In una terrina capiente lavorare con le fruste uova e zucchero. Le uova è importante che siano molto fresche in quanto non saranno cotte…
Una volta ottenuto un composto spumoso, aggiungere il burro “in pomata”, lavorando con una spatola per amalgamare.

Aggiungere in questa terrina i biscotti, i cereali, l’uva, il rum, amalgamando tutto con il cioccolato sciolto e raffreddato.
Se l’impasto risultasse molto umido (di solito succede perché la cioccolata non si è raffreddata del tutto) fatelo riposare in frigo per 20 minuti almeno. Il tempo che il burro si solidifichi di nuovo e sarà pronto per essere arrotolato.

Stendete la massa lungo una carta da forno e arrotolatela in modo da formare il salame. Importante in questo caso è il diametro del salame (non la lunghezza…). Dovrà coincidere con quello della formina che utilizzerete. Se avete intenzione di utilizzare un ring, una volta arrotolato il salame misuratelo. Se dovesse essere troppo piccolo dovrete rifare la forma. Se risulta più grande non è un problema, perché una volta affettato potrà essere tranquillamente rifinito con il ring stesso.

Chiudete tutto in un foglio di stagnola e mettete in freezer.

Il ripieno
Molto facile da preparare. In una terrina mescolare insieme mascarpone, panna e ricotta nelle dosi indicate. Aggiungere vaniglia, il succo di mezzo lime e lo zucchero a piacere. La dose di zucchero riportata è solo indicativa. Potete aggiungere o diminuire a seconda del vostro gusto. Io lo preferisco non troppo dolce. Una volta amalgamato il tutto riporre in frigo.

Red Chilli Syrup
Questo sciroppo al peperoncino è divino. Basta aggiungere zucchero e acqua in un pentolino, e far cuocere per 7 minuti a fiamma alta insieme al peperoncino tagliato a listarelle, qualche seme, succo di mezzo lime, e poi spegnere per lasciare raffreddare in infusione.

Composizione
Sfoderare il salame dal freezer, tagliarlo a fette tonde, e resistere alla voglia mangiarlo tutto così com’è.
Direttamente in un piatto, con l’aiuto di un ring, porre il salame alla base, e aggiungere il composto fino a coprire il bordo. Togliere il ring, aggiungere qualche cucchiaio di sciroppo, compreso il peperoncino, una generosa zest di lime e servire subito.

semifreddo alla vaniglia con salame di cioccolato

Nel caso vogliate conservarlo in frigo, consiglio di utilizzare gli stampini in stagnola. Ovviamente, il procedimento per comporlo è lo stesso, solo che andrà congelato senza sciroppo e guarnizione restante.

Imparare a cucinare con la realtà aumentata [video]

Written by Vittorio Di Giacomo on . Posted in Food Advertising

realta-aumentata-in-cucina

cuocere-un-uovo-con-la-realtà-aumentata

Il mondo è una proiezione – Ciò che è fuori di te è una proiezione di ciò che è dentro di te – affermava Haruki Murakami, genio scrittore e saggista giapponese. Consapevoli di questo non abbiamo bisogno di nient’altro di fisico attorno a noi che non sia cibo e persone. In questa realtà siamo in grado di imparare a cucinare da soli, scegliere dal frigo il prodotto più fresco, o quello da consumare perché in scadenza, friggere un uovo in ogni sua molecola.
Ma siamo davvero liberi? Oppure le cose materiali, a cui troppo spesso diamo troppo peso, in realtà ci aiutano a tenerci agganciati alla realtà. Ai ricordi.
Mi è venuto questo in mente guardando questo splendido video prodotto alla Bezeal Academy of Arts, che io ho trovato sul blog di Roberto Venturini, fonte continua di ispirazione.

Recipe in Translation: Oreo Cupcakes

Written by Vittorio Di Giacomo on . Posted in Dolcezze

ricetta cupcakes oreo frosting con biscottiGirando ogni giorno in rete in cerca di cibo, mi imbatto spesso in ricette geniali di food blogger e chef dell’altro capo del pianeta. Le ricette sono fighe, e le foto se possibile lo sono ancora di più!!

Il problema è che per noi italiani è difficile seguire a causa del diverso sistema di misurazione degli ingredienti. Le traduco in questa rubrica Recipe in Translation.

Oreo Cupcakes

Conoscete tutti gli Oreo? Qui in Italia sono molto più noti i Ringo, e questa ricetta può essere fatta anche con quest’ultimi.
Parere personale gli Oreo hanno qualcosa in più. Sarà solo forse una comunicazione più geniale dei soliti calciatori e ragazzi che rincorrono un pallone in cerca di gloria, o la friabilità del biscotto, o il gusto più caratteristico del ripieno, non so. Gli Oreo meritano di prendere posto fisso in credenza.

Tempo di preparazione stimato: 25/30 Minuti

Ingredienti

1 pacco di biscotti Oreo
1 pacco di mini oreo (per la decorazione, sono opzionali. Si possono usare anche gli Oreo grandi sbriciolati)
1 preparato per torte al cioccolato già pronto (in alternativa potete preparare da soli l’impasto per cupcakes al cioccolato che trovate qui)
230g di formaggio cremoso (tipo philadelphia) a temperatura ambiente
125g di burro
450g zucchero a velo
1 fiala di estratto di vaniglia (1 bustina se quello in polvere)
pirottini

Preriscaldare il forno a 350°. Sistemate i pirottini all’interno di una teglia con stampi circolari in grado di ospitare i cupcakes. In questo modo le pareti di carta non cederanno con l’aggiunta del ripieno.

In ogni pirottino quindi va aggiunto un biscotto alla base. Ora prendete il mix pronto e seguite le indicazioni per prepararlo senza però cuocerlo ovviamente. Aggiungete metà dei cookies che non avete utilizzato per la base dei cupcakes, frantumatel grossolanamente e mixateli con il composto.

biscotti oreo con cupcakes

Questo passaggio  se il composto lo avete fatto da soli (come consiglio) è diverso. Una volta tritati i biscotti, aggiungeteli al composto non tritando con il mix ma incorporandoli con una leccapentole, mescolando sempre dal basso verso l’alto per non smontare il composto. (ndt)

Riempite quindi gli stampi. Cuocete per 15 minuti se avete preparato da soli l’impasto con la ricetta del link che vi ho segnalato, oppure per il tempo descritto sulla confezione della preparato pronto per torte.

Passate al frosting.

Con una frusta elettrica o a mano (O.O) mixate formaggio e burro. Aggiungete la vaniglia, e lo zucchero a velo lentamente in modo da tenere il composto sempre ben montato.

In un frullatore tritate finemente l’altra metà degli Oreo rimasti e aggiungeteli al frosting. Non resta che sfornare i cupcakes, lasciarli raffreddare e decorare con i frosting con i Mini Oreo o qualche pezzo tagliato grossolanamente di Oreo standar size.

via Death By Oreo Cukcakes

Ricci di Mare: pescarli, pulirli e cucinarli legalmente [ricetta]

Written by Vittorio Di Giacomo on . Posted in Primi, Ricette per Primi Piatti base di Pesce

spaghetti-ai-ricci-di-mare-creativoquantobasta-chef-a-domicilio

In estate capita di fare degli incontri strani. Personalmente mi portano quasi sempre a qualcosa da mangiare. I ricci di mare questa volta. Segue qualche consiglio per pescarli, pulirli e cucinarli senza infrangere le norme vigenti.

ATTENZIONE!!! Si sconsiglia la lettura del post a coloro che hanno una sensibilità accentuata verso il mondo animale. Pulire i ricci di mare è un lavoro raccapricciante poiché devono essere freschi e ti si muovono in mano. Ma è un racconto necessario per aver rispetto dell’animale e del mare.

Quando pescare i ricci di mare

La pesca dei ricci di mare è regolamentata dal Decreto Ministeriale del 12 gennaio del 1995.

Le regole da seguire sono poche e ben precise.

1) NON si possono pescare ricci di mare nei mesi di maggio e giugno
2) Si può pescare in apnea e manualmente
3) La misura minima per ogni esemplare è di 7 cm di diametro, aculei compresi.
4) Il limite massimo di cattura è fissato in 50 esamplari al giorno.

Quali esemplari pescare

In quanto quello che è possibile mangiare dei ricci sono le uova, gli esemplari da pescare devono essere di colore viola o marrone. Il nero è maschio e lasciatelo dov’è.

Come pescarli

Procurarsi un guanto o una pinza di gomma o una pinza per capelli (insomma qualcosa che vi permetta di tenere stretto il riccio una volta staccato dalla roccia), un coltello largo non seghettato, e qualcosa in cui riporre i ricci una volta pescati. Evitate ovviamente buste e retine, in quanto gli aghi traforano le parati e rischiano di farvi male. La soluzione è trovare un punto asciutto nella zona di immersione e lasciare lì un secchiello.

I ricci si trovano di solito a pochi metri di profondità, nuotando lungo una parete di roccia. Individuare le femmine di riccio non è difficile, basta farci l’occhio. Quando nella discesa adocchiate un riccio solitamente è un maschio. Questi infatti non è solito nascondersi. Quando però ne vedete qualcuno iniziate a scendere in apnea per guardare nelle insenature di roccia vicino al maschio. Quasi sempre in queste si trovano i ricci femmina.

Una cosa importante: i ricci di mare sono una di quelle specie che testimoniano la limpidità, pulizia e benessere delle acque e della fauna marina del luogo in cui si trovano. Per chi decidesse di seguire i consigli di questa guida, mi raccomando di non pretendere di pescare 200/250 ricci, ovvero il quantitativo minimo per fare una cena con 10 amici. Pescatene massimo una decina e poi tornate il prossimo anno.

Come pulire i ricci di mare

spaghetti-ricci-di-mare-aperti-come-pulirli

Una volta pescati tocca cucinarli (lo facciamo per questo giusto?). Ogni riccio ha una bocca sul lato inferiore. Consiglio di usare una forbice a mo’ di pinza per estrarre la bocca. Salvate il liquido interno in una scodella. Ora sempre con la forbice tagliate il riccio dall’interno e apritelo in due parti. Le uova sono la parte arancio. Ripulite per bene il guscio interno e mettete le uova nel liquido precedentemente messo da parte.

Spaghetti ai ricci di mare

Porzioni per una persona, in cena solitaria, con bicchiere di Pinot Nero o Prosecco di Cartizze

12 ricci di mare
Olio extravergine d’oliva
1 spicchio d’Aglio
Sale & Pepe qb
Prezzemolo qb
180g di spaghetti/linguine/vermicelli

spaghetti-ricci-mare-sugo

Mettere sul fuoco una pentola d’acqua calda, da salare sempre dopo il primo bollore.

In padella fare imbiondire l’aglio in camicia, da togliere appena avrà preso colore. Spegnere il fuoco.

Nella ciotola in cui avete salvato uova e acqua dei ricci aggiungete il prezzemolo tritato come vi pare. Ora passate tutto in padella con l’olio senza accendere il fuoco.

Scolate la pasta due minuti prima del tempo di cottura indicato sulla confezione e passatela in padella. Prima di farlo però salvate un po’ d’acqua di cottura, quella in superficie compresa la schiuma. Aggiungetela nella padella con la pasta e il sugo di ricci di mare e fate andare per 2 minuti.

Servite e mangiate. Sarà il primo e ultimo spaghetto ai ricci di mare per almeno 12 mesi.

 

 

 

Ristorante a Molina: La Cantinella di San Leo [Salerno]

Written by Vittorio Di Giacomo on . Posted in Recensioni Ristoranti

Mi trovo sempre in difficoltà ad esprimere un giudizio né positivo, né tantomeno entusiasta, di un locale in cui sono stato a cenare. Poi penso – cacchio avete tutte le possibilità di offrire un servizio eccellente, perché ve ne fregate? – e provo a fregarmene anch’io.

E allora devo dire purtroppo che La Cantinella di San Leo, via Gaetano D’amico 52 in Molina di Vietri sul Mare, non è un posto in cui tornerò. Preciso che quanto scrivo riporta solo la mia esperienza, invito tutti i miei lettori a passare una serata in questo posto e inviarmi eventuali commenti, sopratutto se positivi.

Il locale è una bella locanda proprio al centro della piazzetta di Molina, lo trovate sulla destra scendendo dalla strada principale.

Gli interni sono curati nell’idea credo di dare un’aria di ritrovo storico per i commensali locali. E tutto sommato direi che è riuscita. Un posto accogliente, in un ambiente molto rilassato, con personale cordiale e alla mano in cui passare una serata con tutta l’aspettativa di mangiar bene.

IL MANGIAR BENE

PREMESSA: il mio mangiar bene (in un locale del genere) vuol dire quasi sempre mangiar di gusto, a sazietà, spendendo il giusto.

APERITIVO

Per me il giusto non è un aperitivo fatto di ostie di soppressata, 2 pezzi di formaggio (stagionato 12 mesi credo, molto buono), una marmellata non si sà se di “percoche o di pesche”. Con fiaschetto di vino… all’apparenza invitante.

aperitivo cantinella di san leo con fiasco di vino ostia di soppressata e formaggio

ANTIPASTO

Mangiar bene non è un antipasto (ok, facciamo due… è quello nella foto in basso)….

antipasto cantinella di san leo

….in cui le porzioni sono giuste per due persone, ma ti presentano due bocconcini freschi di un paio di giorni.

Ps. Un consiglio spassionato ai ristoratori di zona: quando vengono a cena 2 persone che non sembrano provenire da un fiordo norvegese, o da una collina dello Yorkshire, evitate per cortesia di servire a tavola latticini che hanno già qualche giorno, perché tra buchi al centro della pasta, e sapore rancido in bocca, siamo abbastanza svezzati nel riconoscerli. Ok? Grazie ;)

I PRIMI (al singolare)

Visto che si potrebbe parlare di Un primo piatto, fatto passare per due, con tanto di 2 ravioli alla zucca ripieni di ricotta e un assaggio di qualcosa con i gamberetti. Quando inoltre ci eravamo limitati a ordinare solo due porzioni del primo con la zucca.

ravioli con zucca cantinella di san leo

Non poteva mancare il dolce, senza digestivo perché preferivo finire il vino. Mancava sicuramente la voglia di fare un’altra foto ricordo. Tra un biscotto alla marmellata e…. un biscotto alla marmellata, abbiamo scelto un biscotto alla marmellata. Porzione da 4 pezzi.

PREZZO DELLA CENA

Fatta quindi di 1 aperitivo, 2 antipasti, 1 primo, 1 dolce, 1 brocca di vino, 1 acqua naturale 45€. Per tutto il resto, c’è una recensione negativa.

Sito ufficiale de La Cantinella di San Leo

http://www.cantinellasanleo.it/

 

 

Sferificazione per cocktail: dosi, tecniche e liquido di base [molecolare]

Written by Vittorio Di Giacomo on . Posted in News

Avete mai sentito parlare di sferificazione?

Già in quest’articolo vi anticipavo che avrei postato qualche consiglio veloce su come realizzare questa tecnica a casa propria senza perderci più di tanto la testa.

Breve Premessa Sulla Sferificazione

Come ogni grande innovazione di cucina molecolare è stata introdotta da Ferran Adrià, vate della cucina moderna nonché proprietario dell’ormai defunto El Bullì (leggi il Miglior Ristorante Del Mondo), nonché esempio di stile e standard per chef da ogni parte della foodosfera.

Il principio base della sferificazione

E’ piututtosto semplice. L’alginato di sodio (un sale naturale ricavato dalle alghe marine) è formato da lunghe catene con il sodio che si trova ai lati delle stesse. Quando l’alginato entra in contatto con il cloruro (sale) di calcio, il sodio viene sostituito dal calcio. Questo consente l’unione di una doppia catena e l’intrecciarsi di catene consente la formazione – istantanea – di una pellicola. [fonte]

Dosi

Le seguenti dosi prendetele come generiche. La soluzione migliore è sempre quella di fare dei test.

2,5g di alginato di sodio + 250g liquido da sferificare (birra, campari, limoncello ecc.)

2g Clorulo di Calcio + 1/2 L di acqua (= il risultato è soluzione calcica)

Solitamente, bisogna attendere 10 minuti prima di poter utilizzare il mix di alginato e prodotto da sferificare. Quando inizia a prendere una consistenza adiposa è pronto da usare. NON ABBIATE FRETTA DI FARLO ADDENSARE. Infatti, come tutti gli addensanti, anche l’alginato tende ad appiattire i sapori, pertanto aggiungerne troppo farà perdere quell’effetto di esplosione di gioia che si sente in bocca rompendo la sfera.
La sferificazione è molto più difficile se si tenta di ottenere sfere da liquidi superalcolici come la vodka, il gin, il rum ecc.. Io ho provato diverse volte, con diverse porzioni ma niente. In effetti, questi vengono sempre utilizzai come ingrediente di base del cocktail (ad esempio, vodka con sfere di limoncello, vodka con sfere di campari soda ecc).

Il liquido di base

Il liquido di base è uno sciroppo di zucchero che mischiato con il prodotto da sferificare aiuta la sferificazione. Lo sciroppo di zucchero può essere miscelato come segue:

60% prodotto
40% liquido di base (sciroppo di zucchero)

Per ottenere lo sciroppo di zucchero basta sciogliere in proporzione 1 parte di zucchero in 2 parti di acqua e far cuocere per 1 minuto dal bollore. Spegnere e miscelare al prodotto quando è freddo.

Quello che ho capito io sulla sferificazione è che il liquido di base non è sempre indispensabile. Infatti è possibile evitarlo quando ciò che vogliamo sferificare contiene già una forte percentuale di zucchero. Ad esempio, gli sciroppi di frutta (quelli per granita per intenderci) miscelati con l’alginato di sodio si addensano quasi istantaneamente.

Le sfere

Le sfere possono essere delle dimensioni che volete. Se sono piccole come quelle in foto, si chiamano “caviale“. Quelle di dimensione più grande sono definite “ravioli“.

La Tecnica della Sferificazione

Una volta ottenuti tutti i composti. Procuratevi 3 bicchieri:

1 – servirà a contenere il composto da sferificare (liquido di base + prodotto + alginato di sodio)

2 – conterrà la soluzione calcica

3 – acqua pulita

Inoltre vi servirà un cucchiaio forato. Se non l’avete bucate un cucchiaio di plastica.

Quindi, per ottenere le sfere di caviale, o utilizzate una siringa con bocca larga, oppure prendete un cucchiaino di acciaio lo immergete nel liquido alginato, poi posizionandolo verticalmente sul bicchiere contenente la soluzione calcica, lo fate letteralmente gocciolare.

Il liquido a contatto con la soluzione produrrà immediatamente delle sfere. Queste potranno essere raccolte agevolmente e delicatamente con un cucchiaio forato, andranno versate nel bicchiere d’acqua pulita per lavarle, e poi riposte nel bicchiere da servita.

Ma quindi… facciamo solo cocktail?

In realtà no, ma quello dei cocktail è il metodo più veloce per apprendere la tecnica. Potrete poi utilizzarla per ottenere sfere di brodo, besciamella di castagne, e qualsiasi altro liquido vi venga in mente di provare.

Se qualcuno ha problemi può scrivermi tra i commenti o aggiungendomi su Facebook.

La foto in basso riporta l’ultimo cocktail provato da me: sfere di sciroppo di ribes e limoncello con prosecco millesimato.

Buon idee e buona fortuna

sferificazione-in-dettaglio

Fonti e approfondimenti video

jenuinō: spesa alimentare online e consegna a domicilio [start-up]

Written by Vittorio Di Giacomo on . Posted in Businessidea, Food Advertising

progetto jenuino spesa on line creativoquantobasta




what is jenuinō? from jenuino

Buongiorno a tutti amici e lettori occasionali di Creativoquantobasta. Non so quanti ce ne sono ancora dopo un anno di inattività di questo blog. Mi sono preso un po’ di tempo per riprogettarlo come desideravo. Che ne dite della nuova grafica?

Parlando di cose serie…

Dedico questo (nuovo)primo post ad un carissimo amico, Giacomo Bracci ceo & founder di una delle start up più interessanti del settore Food&Beverage di quest’anno, parlo di jenuinō.

Il progetto di Giacomo Bracci è partito pochi mesi fa con questo blog www.jenuino.com, ma ben presto si convertirà in social network in cui consumatori e produttori entreranno in contatto diretto per agevolare lo scambio di beni di qualità a prezzi vantaggiosi per entrambi.

In buona sostanza il concetto è offrire un servizio buono, in tutti i sensi, per tutti.

I consumatori potranno acquistare e ricevere direttamente a casa un paniere di prodotti di qualità a prezzi molto vantaggiosi. I produttorei non saranno assoggettati dai prezzi per niente competitivi a cui sono costretto ora a vendere alla GDO, ma potranno applicare un prezzo che giustifichi il lavoro svolto e la qualità del prodotto, rimanendo un prezzo competitivo.

Date un’occhiata….

 

High-tech Kitchen: i semi-finalisti dell’Electrolux Design Lab

Written by Vittorio Di Giacomo on . Posted in News

  • il piatto intelligente

  • electrolux tastee

  • impress refrigeration

  • Spummy - il produttore di spume

  • mo sphere design kitchen

  • Memory - Tazza di caffè su misura personalizzata
  • SmartPlate - il piatto intelligente
  • Electrolux Tastee - l'assaggiatore che preserva lo chef dall'infarto
  • Impress Refrigeration - Frigorifero a muro
  • Spummy - il produttore di spume
  • Mo'Sphere - sferificazione per bar e cucina

Avete mai sentito parlare dello “Electrolux Design Lab”?

Istituito nel 2003, Electrolux Design Lab è una competizione che coinvolge studenti di design industraile, laureati e laureandi, di tutto il mondo invitati a presentare idee innovative per sviluppare gli elettrodomestici del futuro.

Quest’anno i 30 semi-finalisti arrivano da 5 continenti diversi, rappresentanti di 20 paesi. Solo 10 saranno selezionati per la finale che si terrà il 25 Ottobre 2012 a Milano, in cui i lavori verranno visionati e giudicati davanti a una giuria di designer esperti.

Qui di seguito ho selezionato alcuni tra i concept più interessanti tra i 30 semifinalisti. Alcuni hanno un notevole e innegabile impatto estetico. Altri si propongono come valido tool high-tech sempre utile da avere in cucina.

Mi soffermo in particolare su due delle idee presentate: Mo’ Sphere e Spummy.

Mo’ Sphere

Conoscete la sferificazione? E’ una tecnica di cucina molecolare inventata da Ferran Andrià (non c’è bisogno che dica chi sia.. vero?), con cui è possibile creare delle sfere “solide” dai liquidi utilizzando Alginato di Sodio e Soluzioni Calcica. La tecnica è un po’ complessa pertanto sarebbe molto comodo un elettrodomestico in grado di darci una mano. A tal proposito, a breve girerò un video su come prepare un cocktail molecolare, stay tuned ;)

Spummy

Servirà invece a profumare i vostri piatti con le Spume. Indovinate chi le ha inventate? Farle anche senza un attrezzo specifico non è difficile. Basta utilizzare un mixer a immersione. Scegliete un liquido con cui profumare il vostro piatto (es. se si tratta di carne potete usare il vino, se è un semifreddo al limone dello sciroppo alla menta). Inseritelo in un boccale dai bordi alto e mixate con lecitina di soia. Usciranno a breve delle bolle e poi una spuma. Questa va presa con un cucchiaio adagiandola dove volete.
Se provate fatemi saper ;)

Link di approfondimento

Tutti i semi-finalisti

Fonte Yankodesign

Monaco di Baviera: dove e cosa mangiare [guida gastronomica]

Written by Vittorio Di Giacomo on . Posted in Guide Gastronomiche

Cosa mangiare e dove mangiare quando sono all’estero è forse l’unica domanda che mi assilla continuamente per tutto il periodo di preparazione di un viaggio. E’ ciò che mi spinge a comprare guide, leggere recensioni in rete, fare una dieta ipocalorica in preparazione delle imprese che dovrà affrontare il mio fegato per sostenermi durante il viaggio.

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